Riqualificazione energetica degli edifici: cosa ci aspetta con le nuove direttive UE
- First Consulting Bologna
- 1 ago 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Secondo il recente Report dell'ENEA sul patrimonio immobiliare italiano, oltre il 60% dei 12,4 milioni di edifici residenziali in Italia è stato costruito prima del 1976, anno in cui è entrata in vigore la prima normativa sul risparmio energetico. Questo dato evidenzia la necessità di significativi interventi di riqualificazione per adeguarsi alle nuove direttive europee in materia di efficienza energetica.

Oltre agli edifici residenziali, in Italia si contano anche 1,7 milioni di edifici a uso non residenziale, che rappresentano circa il 12% del totale di 14 milioni. Questi edifici sono prevalentemente destinati a settori come la produzione (19%), il commercio (16%) e i servizi (12%).
Il Report, intitolato "La consistenza del parco immobiliare nazionale" e realizzato dal Dipartimento ENEA di Efficienza energetica, fornisce una panoramica chiara della situazione attuale in vista dei futuri interventi necessari per rispettare gli obiettivi di risparmio energetico imposti dalle nuove normative europee.
Utilizzando diverse fonti di dati, il rapporto ha identificato circa 770.000 unità immobiliari di proprietà pubblica, di cui 670.000 non sono soggette a vincoli particolari e, pertanto, potrebbero essere coinvolte negli obblighi di riqualificazione energetica previsti dalle direttive europee.
L'analisi degli Attestati di Prestazione Energetica (APE), raccolti nel Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE), mostra un miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici certificati. In particolare, si è registrata una riduzione di oltre il 4% della quota di edifici residenziali nelle classi energetiche meno efficienti (F e G) e di circa l'1,5% nel settore non residenziale.
Secondo Nicolandrea Calabrese, responsabile del Laboratorio ENEA di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano, "Questo Report rappresenta un punto di partenza fondamentale per pianificare gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano, in linea con le nuove direttive europee."
Il Green Deal, proposto dalla Commissione Europea nel 2019, impegna i Paesi dell'UE a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e a ridurre le emissioni del 55% entro il 2030. Per conseguire tali obiettivi, è stato introdotto un pacchetto legislativo nel 2021, noto come "Pronti per il 55%". Questo pacchetto include le rifusioni della Direttiva sulle energie rinnovabili (RED), della Direttiva sull’efficienza energetica (EED) e della Direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia (EPBD IV), nota anche come Direttiva Case Green.

Ilaria Bertini, direttrice del Dipartimento ENEA di Efficienza energetica, sottolinea che "gli edifici nell’UE rappresentano il 40% del consumo finale di energia e causano il 36% delle emissioni di gas serra. Quasi il 75% degli edifici in Europa è inefficiente dal punto di vista energetico. È quindi essenziale comprendere la situazione del parco immobiliare italiano e monitorarne la prestazione energetica media."
Il SIAPE, in questo contesto, si rivelerà uno strumento cruciale per monitorare il progresso delle prestazioni energetiche degli edifici, contribuendo all’ambizioso obiettivo di decarbonizzare l’edilizia entro il 2050.
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